La disfagia

PROBLEMATICHE CORRELATE

Per i pazienti disfagici, consumare un pasto può risultare un processo lento, complicato e affaticante. L’alimentazione risulta spesso accompagnata da frequenti colpi di tosse (dovuti alla sensazione di un corpo estraneo in gola) e rigurgiti orali o nasali. Anche la voce può modificarsi, risultando più rauca o umida, per la presenza di secrezioni della mucosa-orofaringea o residui di cibo che si fermano sulle corde vocali.

Quali sono i rischi legati alla disfagia

Rischi disfagia

La disfagia può comportare anche rischi più gravi, per chi ne è affetto. I bocconi non correttamente ingeriti, soprattutto se di medie e grandi dimensioni, possono bloccare il passaggio dell’aria verso le vie aeree, causando frequente senso di soffocamento, colorito cianotico e addirittura episodi di asfissia.

Una conseguenza frequente della disfagia è proprio il passaggio di cibo e liquidi nelle vie aeree. Gli alimenti, infatti, possono non solo ostruire le vie aeree, ma anche invaderle fino a raggiungere bronchi e polmoni.

Arrivando in queste aree del corpo, cibo e liquidi posso veicolare potenziali batteri patogeni che, proliferando, possono causare infezioni e dare così origine a frequenti polmoniti, note come polmoniti da aspirazione o ab ingestis. Questo tipo di polmonite, per la sua natura, è particolarmente difficile da curare.

Polmonite

Conseguenze della disfagia nel lungo periodo

Paziente disfagico

Per il paziente disfagico, alimentarsi e idratarsi possono risultare non solo attività poco efficaci e difficoltose (a causa, ad esempio, dei frequenti rigurgiti e della presenza di tosse durante i pasti), ma anche fonti di imbarazzo e disagio sociale. Chi soffre di disfagia tende ad escludere dalla propria dieta alcune categorie di alimenti, tra cui i cibi fonti di carboidrati e proteine, con il rischio di eliminare importanti nutrienti. Nel lungo termine, quindi, l’impossibilità di alimentarsi e idratarsi in maniera fisiologicamente adeguata può compromettere il giusto apporto nutrizionale e determinare malnutrizione, disidratazione e perdita di peso, con conseguenze importanti sullo stato di salute complessivo.

Come conseguenza secondaria, questo quadro di malessere generale può comportare la facilità nel contrarre ulteriori patologie, che sarebbero state invece efficacemente contrastate da un fisico sano e meno indebolito.

Pillole

Scarsa aderenza alle cure

La disfagia si traduce nella difficoltà di deglutizione non solo di cibo e liquidi, ma anche dei farmaci da assumere per via orale. Di conseguenza, questo disturbo può essere all’origine della scarsa aderenza, e quindi, della minor risposta alle terapie farmacologiche, siano esse strettamente inerenti alla disfagia stessa o previste per il trattamento di altre patologie concomitanti. Questo effetto secondario è tanto più grave in considerazione del fatto che il paziente disfagico è naturalmente più predisposto a contrarre ulteriori malattie, a causa della disidratazione e delle carenze nutrizionali che spesso accompagnano questo disturbo.

Fonti:

  • Farneti D., Ruolo e contributo infermieristico nella odierna gestione del cliente con disturbi della deglutizione. Biblioteca IPASVI, agosto 2003 
  • Dysphagia (NIDCD – National Institute of Deafness and Other Communication Disorders) - NIH Publication No. 13-4307, October 2010
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