Vicino al paziente

Allestire gli spazi

La disfagia, avendo una natura neuronale, è spesso compagna di altre patologie. In caso di ictus, per esempio, nel 75% dei casi si presenta nella prima settimana; ha poi la tendenza a regredire ma con lentezza: il 91% dei pazienti la presenta ancora dopo tre mesi.

Il rischio di aspirare del cibo sono elevati: i numeri dicono che ciò accade in circa la metà dei disfagici e nel 40% di questi casi questo causa problemi polmonari. Diventa imperativo riuscire a ridurre al massimo questi rischi, facendo attenzione durante i pranzi e ogni volta in cui il paziente assume cibo o liquidi.

Aspirare cibo

Nuovi attrezzi in cucina

Cambiando la dieta e la composizione dei piatti è necessario munirsi di attrezzature adatte a preparare i cibi in modo corretto. Le consistenze dei cibi devono variare tra il semiliquido e il semisolido, perciò un frullatore, meglio un omogeneizzatore, diventa indispensabile in cucina, per far in modo di trasformare in composti deglutibili ricette tipo pasta al pomodoro, sogliola alla mugnaia, carote al burro. Il risultato finale dovrà essere una crema omogenea, senza grumi o filamenti fibrosi: per ottenere un risultato perfetto si può prima frullare il cibo quindi passarlo attraverso un setaccio, così da eliminare tutte quelle parti che possono dare problemi nella deglutizione.

Attrezzi in cucina

Un altro elettrodomestico che può essere utile per aumentare la varietà della dieta è un estrattore. Grazie a questo apparecchio si possono ottenere succhi di frutta e di verdura, senza componenti fibrose o piccoli semini. L’aggiunta di addensanti permette quindi di dare la consistenza corretta per il consumo di questi estratti.

Cucchiai

Nel caso di un malato di disfagia con una autonomia ridotta, l’uso di apposite posate, come i cucchiai sagomati, permette di avere una presa migliore, mentre un piatto antiscivolo con bordi alti evita spostamenti e facilita la raccolta del cibo. I bicchieri a becco di flauto, inoltre, permettono di bere dei liquidi, nei pazienti che possono farlo, senza spostare la testa all’indietro.

Tranquillità innanzitutto

L’ambiente in cui si consuma il pasto deve essere ben illuminato, ma anche tranquillo e silenzioso. Il paziente deve essere messo a proprio agio, senza distrazioni che possono arrivare da radio o televisioni. Anche la lettura può essere una distrazione, quindi niente giornali sparsi sul tavolo. E non deve assolutamente parlare se non è strettamente necessario. Tutte queste regole devono essere seguite per evitare che il cibo venga aspirato nelle vie aeree.

Per la pulizia del cavo orale alla fine del pasto è consigliabile servirsi di una garza sterile o uno spazzolino per bambini a setole morbide e al posto di dentifricio e collutorio utilizzare una piccola quantità di bicarbonato di sodio.

Fonti:

  • Il paziente disfagico: manuale per familiari e caregiver - Istituto Superiore di Sanità.
  • Guida per la persona con disfagia e per la famiglia in assistenza domiciliare – Asl Pescara.
  • L’approccio dietoterapico del paziente disfagico - Fondazione Istituto Neurologico Nazionale Casimiro Mondino.
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